God bless you please, Mrs. Robinson na nanna nananna na na na, uo uo uo….
Quasi impossibile non canticchiare la celebre canzone di Simon and Garfunkel, mentre accompagna l’impacciato Benjamin Braddock verso il suo avvenire indefinito. Ben non ha sicurezze a riguardo. L’unica cosa certa è che il futuro è nella plastica – o almeno così gli è stato detto da un amico di famiglia, durante la festa organizzata per la sua laurea appena conseguita: un bel banchetto a base di luoghi comuni e frasi pre-confezionate con un retrogusto nauseante.
Raggiunto questo traguardo ora la vita di Ben viaggia in prima, al contrario della sua Duetto rossa nuova fiammante che invece sfreccia per le strade di Pasadena; come un sommozzatore sente la pressione sopra di sè, fatica a comunicare e i suoi riflessi sono rallentati.
In questa situazione di stallo irrompe una donna, apparentemente molto forte, che segnerà una svolta nell’esistenza di Ben. Se e quando lui ricadrà nella noia non ci è dato sapere.
Una regia innovativa di Mike Nichols e un novello Dustin Hoffman per un film che ha fatto un’epoca.
Keps*

3 Commenti
27 Marzo 2008 alle 7:17 pm
We’d like to know a little bit about you for our files.
We’d like to help you learn to help yourself.
Look around you. All you see are sympathetic eyes.
Stroll around the grounds until you feel at home…
bellissima recensione…me lo guarderò (si non l’ho visto! volete botte?!?)
uo uo uo!
=D
28 Marzo 2008 alle 9:11 am
Straordinario manifesto di una rottura generazionale… posso solo immaginare cosa abbia significato vederlo 40 anni fa.
29 Marzo 2008 alle 6:13 pm
ovviamente mi manca, non l’ho visto.