Dal 2009 sarà possibile dare ai domini Internet il nome che più ci piace, in qualsiasi lingua.
La notizia è stata data ieri dall’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’ente non-profit che gestisce nomi e numeri identificativi in rete, in occasione della 32esima riunione dell’organizzazione a Parigi. La libertà di espressione è assicurata e più entrate nelle casse dell’Icann pure, ma temo sia una certezza anche la confusione che ne deriverà: mi chiedo se non sarà deviante, ad esempio, trovarsi davanti a una schermata di Google con infiniti risultati tutti diversi; al momento il dominio .com o .it godono di autorevolezza e, se vogliamo, di una sorta di ufficialità: non sarà più difficile riconoscere le fonti affidabili in un tale mare magnum?
È vero che gli indirizzi IPv4 – la versione attuale del protocollo IP – stanno per finire e potrebbero esaurirsi già nel 2010, ma è altrettanto vero che è stata già elaborata la versione IPv6: non sarebbe sufficiente?
Da profana mi ritiro coi miei dubbi.vi saluto
Keps*
