Siore e siori, questa volta il teatro Caboto presenta ”Il signore va a caccia” di George Feydeau, per la regia di Enrico Beruschi e con la compagnia stabile del Caboto.
La trama
“Quando il signore va a caccia, si sa, lo fa per ingannare la moglie e poterla sorprendere in flagrante reato di adulterio e dedicarsi all’amante. Ma quando la moglie tradita scopre i sotterfugi del marito, decide di ripagarlo accettando la corte del migliore amico di lui. Al n.40 di Rue d’Athènes, a Parigi, casualmente si ritrovano marito, moglie, amanti, squattrinati e poliziotti, in un vorticoso turbine di situazioni e di risate che lascia letteralmente senza fiato lo spettatore.
Dopo un inizio di carattere psicologico, naturalistico, da vera e propria commedia di osservazione, Feydeau abbandona i suoi personaggi al vento infernale che li incenerisce. La rappresentazione diventa un’allegoria comica e acquista la dimensione di satira di costume.
Un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione, di continui colpi di scena: “Feydeau è leggero, spiritoso, tocca la radice dei problemi umani; non è un autore disimpegnato, le sue commedie non sono prodotto di consumo perché è vero, invece, che esse disegnano un’epoca e ne colgono i primi elementi disgregatori.”

Io andrò a vederlo sicuramente, poi vi scriverò le mie impressioni (non vedo l’ora di applaudire la Eli!)
Keps*
