…1 serata indimenticabile. (Se già ero in ritardo a scrivere il mio articolo dopo la serata di giovedì, ora che ho letto quello di Cipì sono ancora più in crisi).
L’appuntamento è alle 20:30 a casa Dudi-Cipì. Arrivo sotto una pioggia battente, chiaramente dopo essermi persa, parcheggio, scendo. Splat! Una merda sotto la scarpa: come immaginavo, sarà una grande serata. La formazione è così composta: Keps, Cipì, il Dudi, Camana e Lorenzo; direzione Alcatraz-Milano.
Alla guida c’è Cipì che, come vuole la tradizione, sbaglia strada fra gli insulti del Dudi, ma il gruppo è carico e allora via si va via si va si va via. Quando entriamo nel locale stanno suonando gli Avatar tra i quali spicca un vichingo con dei lunghissimi dred biondi, alle prese con un headbanging senza fine; intanto noi beviamo qualcosa e prendiamo posizione nelle retrovie. Lì restiamo solo due canzoni, il tempo di decidere che la nostra missione della serata era toccare il sudicione, nonché Joke Berg. Io e Cipì abbiamo lottato: contro il sudore, contro una tipa posseduta che voleva tirare un pugno a un’altra con cui ho attaccato bottone; abbiamo combattutto per sfiorare anche solo un millimetro di braccio appiccicaticcio e tatuatissimo di uno dei componenti della band. Io mi tiravo su più che potevo, cioè pochissimo, allora Cipì mi ha afferrato e scagliato verso il palco: lei ora ha l’ernia e io il mal di collo.
Ma il lieto fine c’è, eccome se c’è! La tizia con cui ho socializzato nella mischia mi ha assicurato che i metallozzi sarebbero scesi per autografare il merchandising, così ho comprato il poster, mi sono arpionata alla transenna e a un certo punto eccoli che arrivano, tutti e 4 nella mia direzione: strette di mano, congratulazioni, pacche sulle spalle, foto e soprattutto dedica personalizzata “TO KEPS AND CAMS”: pregio.
No regrets at all.
Keps*
P.S.Mentre Cipì mangiava le acciughe, io vagavo amenamente nella zona industriale di Lainate in cerca della via verso casa.


1 Commento
12 Novembre 2009 alle 9:09 pm
Siamo troppo rocchenroll.