JJ.

Ovvero Japan Jazz.

Immaginate un viale di ciliegi in fiore, con i rami affollati di gemme e la strada che fa da materasso a qualche petalo sfuggito via; d’un tratto arriva correndo un soffio di vento che li spettina, li mischia, li fa volare in giro, creando un turbinio di colori intonati: questo è ciò che riescono a fare i Soil and the Pimp Sessions con le note musicali.

Un gruppo che ho scoperto casulamente dal vivo durante un Arezzo Wave, che mi ha fulminato dal primo momento e che ho avuto la fortuna di poter rivedere lo scorso giovedì 15 aprile al Blue Note di Milano. Travolgenti a dismisura, hanno fatto ballare il pubblico (una sessantina di persone, di cui una decina giapponesi) con il loro ritmo mozzafiato e la loro capacità di trascinarti con loro nella frenesia dell’improvvisazione jazz.

Spettacolo. Mi hanno detto che pensano di tornare in Italia fra un annetto: speriamo!

Keps*

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Archiviato in Da gustare con le vostre pupille

Happy Family.

Se quelli di Pirandello erano personaggi in cerca d’autore, qui la situazione è ben diversa: l’autore c’è e ha già incontrato anche i suoi interpreti, ora non gli resta che scegliere la storia da raccontare. Fosse facile.

Sì perché ciascuno di noi ha le proprie difficoltà da affrontare, le proprie esigenze, le proprie aspettative e, soprattutto, un desiderio vibrante di essere felici. E lui, Ezio lo sceneggiatore, deve accontentarli tutti: c’è Anna, la donna che ha perso l’entusiasmo in suo marito Vincenzo a cui viene diagnosticato un tumore maligno e che a 55 anni non ha ancora assaggiato uno spinello; c’è sua figlia Caterina che ha voglia di innamorarsi ma è frenata dalla paura di puzzare di sott’aceti, Filippo il fratellastro ha 16 anni e vuole sposarsi con Marta, sua coetanea figlia di una mamma un po’ schizzata e di uno spirito libero dalla saggezza in pantaloni corti. Tutti intorno a una tavola apparecchiata, fra un piatto di tagliatelle gamberi e funghi e un altro sempre di tagliatelle gamberi e funghi di nonna Anna, si ritrovano per le curiose pieghe che a volte prende il destino e insieme formeranno un bellissimo origami che vi delizierà.

Adoro ancora di più la regia di Salvatores.

Keps*

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On!

Madames e Messieurs,

io e Cipì siamo liete di presentarvi il sito della Relé

clap clap clap clap

http://www.relecomunicazione.it

Buona visione!

Keps e Cipì

2 commenti

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Botanica.

Cose dell’altro ondo per descrivere la bellezza del nostro: è questa la nuova straordinaria creazione di Moses Pendleton.

Botanica è il frutto di un amore, quello dell’artista con la natura e con la vita in generale; Pendleton è innamorato e non ha perso la capacità di meravigliarsi di fronte agli spettacoli a cui ogni giorno la natura ci invita, dai quelli microscopici a quelli più maestosi. Li osserva, li legge attraverso la sua sensibilità e ce li restituisce in una rappresentazione che lascia a bocca aperta; uno spettacolo così vario che si fatica a ricordarlo tutto, ma che lascia la voglia di atterrare di nuovo su quel pianeta incantato.

Fantastico regalo di compleanno.

Keps*

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M’andava il Mandala.

Dato che non sono abile nell’arte del disegno come la bravissima Cipì e faccio per lo più spegasci di varia natura (passò alla storia una mucca – già chiamarla mucca era un superlativo! – a 6 zampe), ‘sta volta mi sono divertita a fare questo mandala e, dato che il risultato mi piaceva, ho deciso di metterlo qui.

In realtà quando ho iniziato a tracciare il primo cerchio con la penna nera non avevo nulla da fare, così mi sono lasciata trasportare dalla biro che riempiva spazi con l’inchiostro e ne creava di nuovi, senza mai fermarsi. Non avevo idea di dove sarei arrivata, ma l’importante è mettersi in viaggio, no?

Keps*

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Razzo la nostra nuova bomba?

Domenica 22 gennaio 1995.

Come ogni fine settimana il rifugio è affollato di sciatori che sbranano un boscaiolo o anelano a uno speck e brie, ma questa non è una domenica come tutte le altre. Oggi c’è lo slalom speciale e sono tutti qui, tutti qui incollati a un televisore troppo piccolo pre vedere lui: Albertone. Da italo-caciaroni quali siamo, l’attesa è un tripudio di chiacchiere ad alto volume interrotte soltanto dalla speranza che qualcuno si stia per alzare, cosa che, ovviamente, non accade; se un norvegese entrasse qui, sono convinta che gli fischierebbero le orecchie per tutto il giorno.

Ma quando scende lui, sembra che qualcuno abbia urlato “Scoiattolo!”: tutti si fermano e sincronizzano il respiro sul ritmo dei pali, curva dopo curva; in un crescendo di emozioni Alberto ci trascina con lui al traguardo ed è un’ovazione, un’esplosione di gioia. Si torna tutti a sciare, sognando per un attimo di accarezzare la neve come lui.

Dopo anni in cui la valanga azzurra sembrava essere in letargo, con un falso allarme di nome Giorgio Rocca (che mi sta anche simpatico, ma non può essere definito un campione), ecco Giuliano Razzoli un ragazzo che mi ricorda per molti aspetti La Bomba: speriamo. Speriamo speriamo speriamo!!!

Keps*

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Meno male e malamore.

Ieri sera l’ho guardato, ho guardato il Festivàl (mi piace pronunciarlo alla Mike).

Come ogni anno i commenti su Sanremo invadono i mezzi di comunicazione e, in fondo, per qualche giorno a noi italiani piace; ci rassicura questa istituzione: sentire la frase “Conduce il maestro Beppe Vessicchio”, processare le mise, spesso improbabili, dei cantanti, ripassare il significato della parola “demoscopico”.  A proposito di demoscopico, mi imbuco nella giuria popolare e dò il mio parere riguardo i due artisti che ho apprezzato di più:

Cristicchi, nonstante mi avesse stufato con le sue rose e le sue cose, mi ha fatto proprio ridere e in questa versione lo approvo appieno; mi sembra che l’ironia gli doni di più rispetto alla serietà. E poi c’è Arisa: allegra e semplice, saltella tra le note della sua canzone come una bimba in un prato fiorito.

Io faccio il tifo per loro due, voi?

Keps*

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