Precisazioni sullo spettacolo teatrale

Ecco che cosa scrive Carlo Goldoni a proposito della sua commedia “La bottega del caffè”, da lui composta nel 1750, l’anno delle famose 16 commedie: “A chi facesse simili osservazioni avrei l’onore di rispondere che nel titolo di questa commedia non presento una storia, una passione, un carattere; ma un caffè, dove varie azioni si svolgono intrecciandosi, dove varie persone sono condotte da vari interessi; e se ho avuto la fortuna di stabilire un rapporto essenziale tra quelle varie azioni, e di renderle necessarie a vicenda, credo di aver riempito il mio obbligo vincendo maggiori difficoltà. Per giudicare bisognerebbe leggere tutta la commedia; ci sono tanti caratteri quanti sono i personaggi”.

Il lavoro teatrale si svolge in un campiello veneziano, ove si affacciano tre ambienti: la casa della ballerina, la bisca e il caffè di Ridolfo. Costui è il “moralista” della vicenda, colui che dà lezioni di morale a quegli scapestrati che bazziccano la bisca, come Eugenio, preda del vizio del gioco d’azzardo. Il mondo del campiello è animato dalle figure femminili che si rapportano agli uomini e ne condizionano le azioni. Ma il vero protagonista è Don Marzio, il gentiluomo che commenta da pettegolo di razza avvenimenti e persone che gli passano davanti. Non cessa di guardare, ascoltare, mentire, fingere e riferire a tutti il suo sapere sapido, velenoso e infinito di testimone volontario, perché gli piace, e perché la sua natura lo porta a essere così, come il fiore sboccia e il cane abbaia. E noi siamo come lui: seduti in platea osserviamo e godiamo agli interessi che ci passano dinanzi, ai difetti, alle cose e alle storie personali, le quali più sono piccanti maggiormente ci attirano. Dunque, caro gentiluomo vai avanti a spettegolare per il nostro divertimento e per avvertirci che il prossimo ci interessa solo se sbaglia, se fa castronerie, se si presenta nudo di fronte a noi e, ipocriti, fingiamo di scandalizzarci. Nulla gli importa, salvo ciò che accada: che soprattutto, accada! Altrimenti si fa accadere, poiché qualcosa, o tutto, deve accadere. Grandezza di un personaggio universale, idiota, maldicente e cattivo quel tanto che occorre che lo sia per farsi giudicare simpatico. E farsi anche castigare…

Guido Bernasconi

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in EventiAppuntamenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...