È sempre presto abbastanza.

“Hai trovato gioia nella tua vita? Hai portato gioia in quella degli altri?”

Domande inflazionate? Forse; le avremo sentite mille volte in altrettanti film. Ma rispondiamo e soprattutto riusciamo a trasferire i nostri numerosi buoni propositi sul piano dell’azione? In fondo è questo che fa la differenza: se abbiamo o no il coraggio di scrivere, e saper riscrivere, la nostra bucket list e di adoperarci per attuarla; è molto semplice, in fondo. Così com’è semplice etichettare Non è mai troppo tardi come un film come buonista o superficiale, quando invece fissa dritto negli occhi una realtà terribbile e vicina a tutti noi, più di quanto vorremmo; riesce a sfidare la morte, a prendersi gioco di lei nonostante la paura e l’opprimente sensazione di impotenza.

La trama non può essere oltremodo originale proprio perchè affronta una situazione, la malattia, di fronte alla quale gli uomini si somigliano un po’ tutti, al di là della posizione sociale o delle inclinazioni caratteriali; ci ricorda per l’ennesima volta che troppo spesso nascondiamo le gioie della vita sotto cumuli di niente, di finti enormi problemi.

Eccezionali e di fondamentale importanza le interpretazioni dei due protagonisti: uno straordinario Jack Nicholson e un eccellente Morgan Freeman. Un ambo secco sulla ruota vincente.

Consigliato.

Keps*

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