La Signora.

Dopo un mese di rifiuti, lo scorso martedì’ (16 settembre) Aung San Suu Kyi ha accettato che le venisse recapitato del cibo nelle sua casa a Yangoon; pochi giorni prima era stata visitata per 4 ore dal suo medico personale, date le preoccupanti condizioni della sua già cagionevole salute. Lo sciopero della fame è la sua protesta contro la detenzione domiciliare a cui la costringe il governo da ormai quasi 20 anni, da quando il generale Saw Maung prese il potere e instaurò il regime militare che tutt’ora comanda in Myanmar.

Ricordo che durante il mio viaggio in Birmania la guida non poteva nominare il suo nome: la chiamava “La Signora”. Non è un caso che i suoi sostenitori la chiamino così: questa donna minuta è un fiore coraggioso, legato indissolubilmente con la sua terra che non può, ma soprattutto non vuole abbandonare; avrebbe la possibilità di lasciare il paese e vivere libera in qualche altro luogo nel mondo, ma questo comporterebbe il divieto assoluto di rientrare nel Paese. Lei ha scelto, ha scelto di lottare, anche quando ha rinunciato a salutare suo marito per sempre, quando si è ammalato di tumore ed è morto in Inghilterra senza la moglie accanto.

Per motivi che non comprendo, nel 1990 il regime miltare birmano decise di chiamare il popolo alle elezioni: la Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro, stravinse; ciònonostante i militari annullarono il voto popolare e presero il potere con la forza.

Nel 1991 vinse il Nobel per la Pace e utilizzò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano.

Una strada travagliata, piena di complicazioni, che lei continua imperterrita a percorrere senza mai perdere la freschezza dell’animo e il profumo dirompente delle persone buone; autorità di Stato, cantanti, Università di tutto il pianeta hanno fatto pressioni sul governo birmano per cercare di aiutarla, anche se per ora non si sono verificati cambiamenti significativi. Per ora.

“Prevarremo perché la nostra causa è giusta, perché la nostra causa è fondata. La Storia è dalla nostra parte. Il Tempo è dalla nostra parte.” (Aung San Suu Kyi)

Keps*

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2 commenti

Archiviato in Attualità

2 risposte a “La Signora.

  1. Non conosceva la sua storia. Grazie.

  2. pupillegustative

    😉
    Keps*

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