In tv per sport o lo sport per andare in tv?

Un medagliere positivo quello degli azzurri quest’anno alle Olimpiadi di Beijing, ricco di soddisfazioni e di inni di Mameli cantati con le lacrime agli occhi.

Inni nazionali per vittorie personali, visto che il sistema scolastico del nostro Paese tutto fa, tranne che incoraggiare i giovani a dedicarsi allo sport; in Italia un atleta ha una vita difficile, scandita da sacrifici e, in alcuni casi, anche appesantita dalla mancanza di strutture adeguate.

Sudore, passione e grinta sono il carburante di questi fisici prodigiosi, guidati da persone determinate a vincere; il doping, per un attimo, lasciamolo perdere.

Oggi mi trovo a domandarmi come possano, queste stesse persone, acettare di pseudo-condurre reality alla deriva e programmi televisivi di attualità chiacchierata; vorrei capire qual è la motivazione che spinge un atleta a mettere da parte la carriera sportiva, per buttarsi nello starsystem. Soldi? Fama? Voglia di splendere nel mondo dorato?

L’esperienza di Montano-il precursore avrebbe dovuto far riflettere i vari Magnini e Granbassi, ma evidentemente non la pensano come me; riusciranno a rimanere a galla e a non farsi fare stoccate ? Ho i miei dubbi.

Alex l’Ariete in confronto è stato un peccato veniale e, soprattutto, Alberto-il grande non ha mai smesso di vincere.

Keps*

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