Late at Tate.

Avrei voluto farlo anch’io, più veloce che potevo.

Come minimo sarei finita pitturata su un muro, minimo. Magari avrebbero scambiato anche me per un’opera contemporanea, who knows? Purtroppo ho dovuto tenere a freno le mie scarpe bagnaticce di pioggia londinese e accontentarmi di far scattare solo la mia macchina fotografica, che tentava di catturare un’immagine di questa sfuggente installazione artistica.

Ciò di cui sto parlando si chiama Work n°850 ed è l’ultima creazione di Martin Creed, in mostra alla Tate Britain di Londra; l’artista inglese ha ideato un’opera che lascia a bocca aperta, prima di tutto perchè non si capisce subito che di opera d’arte si tratta (d’accordo, va bene: IO non l’ho capito): uomini e donne di ogni estrazione sociale, che scattano di corsa a intervalli regolari tra i corridoi del museo, dribblando i pacati visitatori. Quando ho visto il primo “atleta” mi sono messa a ridere, ho continuato a fissarlo mentre percorreva l’androne in tutta la sua lunghezza e anche una volta scomparso dietro una colonna, sono rimasta in attesa. Di cosa non lo so, ma poi riflettendo ho ricordato a me stessa che a Londra ognuno va in giro come gli pare e nessuno bada a ciò che fanno gli altri o a come sono vestiti, quindi è tutto nella norma. In fondo cosa c’è di strano? Col passare dei minuti, e di conseguenza dei corridori, mi sono però accorta che i loro scatti rispettavano ritmi troppo cadenzati per essere attribuiti al caso e alcuni di loro avevano fisici non proprio prestanti. Il mio amico Avvocato mi ha poi aiutato a sciogliere la nebbia attorno al mistero.

Non mi resta che farmi reclutare da Martin per la prossima trovata: 10 sterline l’ora non sono mica male.

“Mi piace correre. Mi piace vedere persone che corrono. Correre rappresenta l’opposto dello stare fermo. Se pensi alla morte come ad una situazione di totale immobilità e al movimento come ad un segno di vita, ebbene l’andare più veloce possibile è il segno più grande di vita. Così, correre veloci è l’opposto della morte. E’ un esempio di vitalità”.

M. Creed

Keps*

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2 commenti

Archiviato in Attualità

2 risposte a “Late at Tate.

  1. In effetti non sembra un’opera d’arte, ma la spiegazione è efficace.
    Corri Forrest, corri!

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