A desert road from Vegas to nowhere.

Inaridita come i suoi capelli (harafish direbbero in Egitto), secca nel fisico e nei modi, selvaggia, volitiva ma sconclusionata: questa è Brenda.
Bavarese di provenienza, ma soprattutto di “consistenza”, naturale, sensibile e pratica: questa è Jasmin.
Due donne molto diverse, ma entrambe abbandonate nel deserto dei sentimenti, sulle note di Calling you di Jevetta Steele; si incontrano un giorno a Bagdad Cafè: una pompa di benzina in mezzo al nulla, con annesso un motel e un bar ruspante dove non si fa il caffè perchè la macchina è rotta.
Come ormai avrete capito detesto anticipare la trama dei film di cui scrivo, perciò non lo farò nemmeno questa volta; voglio solo farvelo pregustare e invitarvi ad accostare un attimo in questo piccolo mondo, dove ogni personaggio è fondamentale per tutti gli altri e in cui la concretezza abbraccia la magia. Potreste farvi fare un tatuaggio dalla prostituta che vive lì, sedervi ad ascoltare il figlio di Brenda che suona Bach o fare due tiri di boomerang. A voi la scelta.
Se vi fermate, vi offro un caffè.
Keps*

bagdad-cafe

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2 commenti

Archiviato in Attualità, Da gustare con le vostre pupille

2 risposte a “A desert road from Vegas to nowhere.

  1. ce l’ho sullo scaffale da un po’ di tempo… mi sa che è ora di verderlo… 😉

  2. pupillegustative

    Sìsì Spino, guardalo che sono curiosa di leggere la tua recensione: sarà sintetica, evocativa e scritta benissimo come al solito.
    K*

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