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Happy Family.

Se quelli di Pirandello erano personaggi in cerca d’autore, qui la situazione è ben diversa: l’autore c’è e ha già incontrato anche i suoi interpreti, ora non gli resta che scegliere la storia da raccontare. Fosse facile.

Sì perché ciascuno di noi ha le proprie difficoltà da affrontare, le proprie esigenze, le proprie aspettative e, soprattutto, un desiderio vibrante di essere felici. E lui, Ezio lo sceneggiatore, deve accontentarli tutti: c’è Anna, la donna che ha perso l’entusiasmo in suo marito Vincenzo a cui viene diagnosticato un tumore maligno e che a 55 anni non ha ancora assaggiato uno spinello; c’è sua figlia Caterina che ha voglia di innamorarsi ma è frenata dalla paura di puzzare di sott’aceti, Filippo il fratellastro ha 16 anni e vuole sposarsi con Marta, sua coetanea figlia di una mamma un po’ schizzata e di uno spirito libero dalla saggezza in pantaloni corti. Tutti intorno a una tavola apparecchiata, fra un piatto di tagliatelle gamberi e funghi e un altro sempre di tagliatelle gamberi e funghi di nonna Anna, si ritrovano per le curiose pieghe che a volte prende il destino e insieme formeranno un bellissimo origami che vi delizierà.

Adoro ancora di più la regia di Salvatores.

Keps*

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Mediterraneo.

Oggi è il compleanno di Gabriele Salvatores e voglio approfittarne per dirgli Grazie.

Grazie perchè ci ha regalato quel capolavoro di Mediterraneo, uno dei 3 film che, senza ombra di dubbio, passerebbe le selezioni per seguirmi sulla famosa isola deserta; per me è come un massaggio, come quello che riceve il sergente Lorusso al tramonto: non mi stanca mai. Quante volte, nella vita di tutti i giorni, mi sono trovata a citarne alcuni dialoghi oppure a ricordarne passaggi che calzavano perfettamente alla situazione; perchè come dice mio papà: “In Mediterraneo c’è tutto.” e ha ragione. È un concentrato di massime, frullate con un’acuta osservazione degli atteggiamenti umani e servite con ironia.

Lo conosco talmente bene che una volta ho scritto un reclamo a un noto giornale, perchè regalava il Dvd del film in una versione in cui mancavano diverse scene: una vergogna; mi sono sempre chiesta il motivo di questa scelta (risparmio? perchè?) e non sono ancora riuscita a trovare una risposta.

Sarei curiosa di visitare i luoghi dove è stata girata la pellicola, quell’isoletta dell’Egeo “che non conta un c***o” (Lorusso), ma credo che non lo farò: ho troppa paura di ritrovarmi alla locanda di Vassilissa e sentire il sapore maliconico dei pomodori ripieni di riso e abbondante nostalgia.

Keps*

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