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Meno male e malamore.

Ieri sera l’ho guardato, ho guardato il Festivàl (mi piace pronunciarlo alla Mike).

Come ogni anno i commenti su Sanremo invadono i mezzi di comunicazione e, in fondo, per qualche giorno a noi italiani piace; ci rassicura questa istituzione: sentire la frase “Conduce il maestro Beppe Vessicchio”, processare le mise, spesso improbabili, dei cantanti, ripassare il significato della parola “demoscopico”.  A proposito di demoscopico, mi imbuco nella giuria popolare e dò il mio parere riguardo i due artisti che ho apprezzato di più:

Cristicchi, nonstante mi avesse stufato con le sue rose e le sue cose, mi ha fatto proprio ridere e in questa versione lo approvo appieno; mi sembra che l’ironia gli doni di più rispetto alla serietà. E poi c’è Arisa: allegra e semplice, saltella tra le note della sua canzone come una bimba in un prato fiorito.

Io faccio il tifo per loro due, voi?

Keps*

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Jumping Jazz Festival – 2nd stage.

Giovani e talentuosi artisti e persone rilassate ad ascoltarli; l’unico spettatore, o meglio spettatrice, della serata era una luna piena che si godeva lo spettacolo dalla suo privé lassù. Sì perchè sabato sera, più che nella Piazza centrale di Cantello, si aveva la sensazione di essere nel salotto di una casa privata: l’atmosfera raccolta, intima, annullava la distanza fra palcoscenico e pubblico, grazie alle note vellutate della Not Only Brass Band e dell’Oz Robù Trio.

Un’altra serata di qualità all’insegna della musica jazz: se vi siete persi le prime 2, non mancate all’ultimo appuntamento il 29 agosto!

Keps*

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Borberock!

Ragazzi, venerdì sera comincia il Borberock!

Quindi tutti a Borghetto per questo fantastico evento!

Cito l’Herminator, organizzatore della manifestazione:

Il Borberock è un festival musicale della Val Borbera che si svolge a Borghetto in provincia di Alessandria, immerso nella natura incontaminata sul greto del torrente Borbera, all’interno di un campo sportivo nella fraz. Castel Ratti.

E’una rassegna completamente indipendente che offre spazio e visibilità a gruppi underground, specialmente a quelli che propongono pezzi originali.
Il Borberock è organizzato da ragazzi e ragazze con l’aiuto del Comune di Borghetto, della provincia di Alessandria, dell’Associazione Polisportiva Castel Ratti e della Comunità montana Val Borbera e Spinti.

Dal 2000 ad oggi tanti gruppi si sono esibiti sul palco del festival: lo scopo che ci prefiggiamo è quello di unire tanti giovani provenienti da diverse regioni che vivono la manifestazione in modo semplice e genuino e che hanno la possibilità di confrontarsi e di scambiare le proprie esperienze musicali….. e non solo: ecco lo spirito giusto che abbiamo cercato di diffondere e di cui andiamo fieri!!!
Cerchiamo ogni anno di “crescere” sempre di più e di portare sempre delle migliorie, sia per quanto riguarda l’organizzazione e la location, sia per quanto riguarda il livello artistico delle bands che suonano.


Sono ammessi tutti i generi musicali, non ci sono censure né limitazioni, ogni artista è libero di esprimere tutta la propria arte.

Partecipare al Borberock è completamente gratuito, anche i musicisti che si esibiscono non vengono pagati, non ci sono distinzioni tra i gruppi e tutti hanno la possibilità di suonare.

…il borberock è passione!

Keps*

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Ma è Elio il vero vincitore.

Dolore! Ma sarà vero, come dicono, che quando appare un cantante in televisione la gente cambia canale? L’avevo già sentita questa storia e non ci volevo credere. Sarà che a me la musica piace, anche quella così così, anche quella brutta. C’è sempre qualcosa da imparare e forse più dalle robe orribili che da quelle meravigliose. Sanremino mio, anche a te succede la stessa cosa? Ti sei stufato delle canzonette? Pensaci un attimo prima di rispondere e non tener troppo conto di quelle di quest’anno che, mi sembra, siano su uno standard medio. Non mi sembra di aver riconosciuto il pezzo veramente forte che salva baracca e burattini. Guarda, piuttosto, le facce dei cantanti. Siamo una razza strana. Ci emozioniamo per delle cose che vengono sbeffeggiate, ridicolizzate e, quando va bene, sopportate con un sorrisino da chi dice di intendersene. Siamo gente splendida, siamo degli utopisti, inseguiamo una chimera. Siamo gente limpida. La musica ci insegna tutto: il rispetto, l’amore. Siamo gente che resiste anche quando il pubblico magari se ne è già andato e noi non abbiamo più un soldo e non abbiamo la possibilità di fare altro perché non sappiamo fare altro. Siamo belli anche quando, come alcuni visti sul tuo palcoscenico, si mortificano al punto che sembra che vestano Caritas. A proposito, vogliamo dirlo un bel chissenefrega del cambio di «mise» delle due, pur bellissime e bravissime, ragazze del festival? Tutti fermi, si apre lentamente la porticina e scende un vestitone di cui non importa niente a nessuno. Neanche alle «fashion victim». Meglio le caricate mescolanze della «fata buona del sud» che ha passato tutto il tempo chiusa in camera con pezze, pizzi, cuscini, nastrini e fiori di stoffa ad agucchiare. Lei sì che sa come vestire una star. Il vestito al servizio dell’anima e non il contrario. Va be’, che dire, Sanremino mio, chi mi è piaciuto e chi non mi è piaciuto? No, lo troverei inopportuno e impertinente. Mi sono piaciuti tutti, qualcuno un po’ di più, ma te lo dico quando siamo soli. Una eccezione, però, la faccio. Elio. E le storie tese, naturalmente. I pezzi adattati come «omaggio» ai vari cantanti erano spettacolosi. Vedi, Remino, l’intelligenza si manifesta quando uno meno se lo aspetta. Persino in una canzone. E poi sì, ridono e scherzano, ma intanto suonano da paura. Grandi. Elio, poi, come padrone di casa, sarcastico al punto giusto, direi con benevolenza. Una acutissima velocità di reazione che si vede poco in giro. Insomma, ripeto: grande, grande, grazie!

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