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Happy Family.

Se quelli di Pirandello erano personaggi in cerca d’autore, qui la situazione è ben diversa: l’autore c’è e ha già incontrato anche i suoi interpreti, ora non gli resta che scegliere la storia da raccontare. Fosse facile.

Sì perché ciascuno di noi ha le proprie difficoltà da affrontare, le proprie esigenze, le proprie aspettative e, soprattutto, un desiderio vibrante di essere felici. E lui, Ezio lo sceneggiatore, deve accontentarli tutti: c’è Anna, la donna che ha perso l’entusiasmo in suo marito Vincenzo a cui viene diagnosticato un tumore maligno e che a 55 anni non ha ancora assaggiato uno spinello; c’è sua figlia Caterina che ha voglia di innamorarsi ma è frenata dalla paura di puzzare di sott’aceti, Filippo il fratellastro ha 16 anni e vuole sposarsi con Marta, sua coetanea figlia di una mamma un po’ schizzata e di uno spirito libero dalla saggezza in pantaloni corti. Tutti intorno a una tavola apparecchiata, fra un piatto di tagliatelle gamberi e funghi e un altro sempre di tagliatelle gamberi e funghi di nonna Anna, si ritrovano per le curiose pieghe che a volte prende il destino e insieme formeranno un bellissimo origami che vi delizierà.

Adoro ancora di più la regia di Salvatores.

Keps*

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Il laureato.

God bless you please, Mrs. Robinson na nanna nananna na na na, uo uo uo….
Quasi impossibile non canticchiare la celebre canzone di Simon and Garfunkel, mentre accompagna l’impacciato Benjamin Braddock verso il suo avvenire indefinito. Ben non ha sicurezze a riguardo. L’unica cosa certa è che il futuro è nella plastica – o almeno così gli è stato detto da un amico di famiglia, durante la festa organizzata per la sua laurea appena conseguita: un bel banchetto a base di luoghi comuni e frasi pre-confezionate con un retrogusto nauseante.
Raggiunto questo traguardo ora la vita di Ben viaggia in prima, al contrario della sua Duetto rossa nuova fiammante che invece sfreccia per le strade di Pasadena; come un sommozzatore sente la pressione sopra di sè, fatica a comunicare e i suoi riflessi sono rallentati.
In questa situazione di stallo irrompe una donna, apparentemente molto forte, che segnerà una svolta nell’esistenza di Ben. Se e quando lui ricadrà nella noia non ci è dato sapere.
Una regia innovativa di Mike Nichols e un novello Dustin Hoffman per un film che ha fatto un’epoca.
Keps*

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